La Commissione ha presentato un nuovo programma di lotta al terrorismo. Il programma intende aiutare gli Stati membri a prevedere, prevenire, proteggersi e reagire.
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Claudio Bertolotti e Chiara Sulmoni analizzano l’attacco a Vienna alla luce dei precedenti attentati in Europa: strutturato e coordinato, ma meno efficace. È “un terrorismo, nuovo e insurrezionale, che si impone come fenomeno sociale e che si basa su azioni individuali ed emulative”
Gli attentatori che hanno colpito la Francia ad ottobre non sono i cosiddetti homegrown cresciuti nelle sue banlieues: la motivazione di questi attacchi è prevalentemente religiosa
La situazione in Francia è volatile, il Covid-19 monta nel paese, e l’attuale escalation, per essere compresa, necessita di uno sforzo finalizzato a riordinare gli eventi significativi che hanno caratterizzato le ultime settimane
Un libro che si colloca fra la geopolitica, l’slamistica radicale ed il counter-terrorism. Arricchito da una prefazione del Prof. Campanini, uno dei massimi esperti del pensiero politico islamico.
La de-radicalizzazione occupa uno spazio rilevante nel quadro delle varie strategie nazionali e internazionali di contrasto al terrorismo. Gli interrogativi sulla sua efficacia sono legittimi e soprattutto, rispecchiano preoccupazioni concrete, in vista della scarcerazione di numerosi individui già sostenitori e simpatizzanti dello Stato Islamico, di al-Qaeda e altre sigle analoghe e dell’incognita che pesa sul rimpatrio e il reinserimento di ex-combattenti dalla Siria e da altri teatri di guerra.
Il mondo penalistico denuncia da tempo l’inadeguatezza dei programmi di de-radicalizzazione in carcere, dal quale molti escono ancor più de-socializzati. E rimpatriare foreign fighters di ritorno solleva timori per la sicurezza pubblica e può mettere in bilico persino la maggioranza al governo









